Miele uniflorale
Miele di manuka
Il miele di manuka è prodotto dalle api che raccolgono il nettare della pianta di manuka in Nuova Zelanda. Da dicembre 2017 la Nuova Zelanda lo definisce scientificamente mediante quattro sostanze chimiche del nettare e un marcatore del DNA del polline. Il suo metilgliossale si forma dal diidrossiacetone, un composto presente nel nettare di manuka.

Cosa sappiamo
Origine e pianta
Il miele di manuka neozelandese è prodotto dalle api che raccolgono il nettare della pianta di manuka, Leptospermum scoparium.
Fatto confermato[1]Il New Zealand Plant Conservation Network indica Leptospermum scoparium var. scoparium come indigeno della Nuova Zelanda e dell'Australia.
Fatto confermato[3]
Come riconoscerla
Per il miele di manuka monoflora, il MPI richiede acido 3-fenillattico pari o superiore a 400 mg/kg.
Fatto confermato[2]Il test per il miele monoflora richiede anche 2'-metossiacetofenone pari o superiore a 5 mg/kg.
Fatto confermato[2]Per il miele di manuka multiflora, l'acido 3-fenillattico deve essere almeno 20 mg/kg ma inferiore a 400 mg/kg.
Fatto confermato[2]Entrambi i test richiedono DNA di polline di manuka al di sotto di una soglia di ciclo qPCR di Cq 36, che il MPI equipara a circa 3 fg/µL.
Fatto confermato[2]
Composizione
Mediante HPLC, Adams e colleghi hanno isolato una frazione del miele di manuka neozelandese e l'hanno identificata come metilgliossale.
Osservazione[5]Il metilgliossale nel miele di manuka neozelandese deriva dal diidrossiacetone, che il nettare di manuka contiene in quantità variabili.
Osservazione[4]
Cristallizzazione e conservazione
Quando i mieli di manuka sono stati conservati a 37 °C, il loro contenuto di diidrossiacetone è diminuito mentre il metilgliossale è aumentato.
Osservazione[4]
Norme e regole
Nel dicembre 2017 il Ministero delle Industrie Primarie della Nuova Zelanda (MPI) ha adottato in via definitiva una definizione scientifica del miele di manuka.
Fatto confermato[1]La definizione del MPI combina cinque attributi: quattro sostanze chimiche provenienti dal nettare e un marcatore del DNA del polline di manuka.
Fatto confermato[1]Tutto il miele etichettato come manuka per l'esportazione dalla Nuova Zelanda deve essere analizzato da un laboratorio riconosciuto dal MPI.
Fatto confermato[1]
Honey Odyssey descrive composizione, origine e tradizione. Non fornisce consigli medici né indicazioni sulla salute.
Continua
Fonti
- Ministry for Primary Industries (New Zealand). Mānuka honey (web page). Link
- Ministry for Primary Industries (New Zealand). Mānuka Honey Science Definition. July 2018. Link
- New Zealand Plant Conservation Network. Leptospermum scoparium var. scoparium, species fact sheet (prepared by P.J. de Lange, 2004). Link
- Adams C.J., Manley-Harris M., Molan P.C. (2009) The origin of methylglyoxal in New Zealand manuka (Leptospermum scoparium) honey. Carbohydrate Research 344(8), 1050-1053. doi:10.1016/j.carres.2009.03.020 Link
- Adams C.J., Boult C.H., Deadman B.J., Farr J.M., Grainger M.N.C., Manley-Harris M., Snow M.J. (2008) Isolation by HPLC and characterisation of the bioactive fraction of New Zealand manuka (Leptospermum scoparium) honey. Carbohydrate Research 343(4), 651-659. doi:10.1016/j.carres.2007.12.011 Link
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