Miele uniflorale
Miele di robinia (venduto come «miele di acacia»)
Il miele di robinia proviene da Robinia pseudoacacia, un albero nordamericano ampiamente naturalizzato in Europa. È spesso venduto come «miele di acacia», denominazione che la letteratura descrittiva considera scorretta. È di colore molto chiaro, con odore delicato, e resta liquido a lungo grazie all'elevato contenuto di fruttosio.

Cosa sappiamo
Origine e pianta
Robinia pseudoacacia è originaria degli Stati Uniti nord-orientali ed è ampiamente naturalizzata e coltivata in Europa.
Fatto confermato[1]In Europa, la maggior parte del miele di robinia proviene dai paesi orientali.
Fatto confermato[1]Fuori dall'Europa, il miele di robinia è prodotto soprattutto in Cina.
Fatto confermato[1]
Come riconoscerla
Il miele di robinia è spesso venduto come «miele di acacia», denominazione che le schede descrittive europee considerano scorretta.
Fatto confermato[1]La normativa UE sul miele usa per Robinia pseudoacacia il nome comune «falsa acacia».
Fatto confermato[2]Il polline di robinia è sottorappresentato nel suo miele.
Fatto confermato[1]Il suo colore è molto chiaro, in media 12,9 ± 5,6 mm sulla scala Pfund.
Fatto confermato[1]All'analisi sensoriale l'odore è debole, descritto come floreale, di frutta fresca e caldo.
Osservazione[1]I panel sensoriali giudicano la sua dolcezza da media a forte e la sua acidità debole.
Osservazione[1]
Composizione
Rispetto ad altri mieli uniflorali europei, il miele di robinia ha valori bassi di conducibilità elettrica, colore, acidità, attività enzimatica, prolina e glucosio.
Fatto confermato[1]
Cristallizzazione e conservazione
Il miele di robinia è di solito liquido grazie all'elevato contenuto di fruttosio, ed è molto chiaro nel colore e nel sapore.
Fatto confermato[1]
Norme e regole
Il Codex consente al miele di falsa acacia (Robinia) fino a 10 g/100 g di saccarosio, contro 5 g/100 g per la maggior parte dei mieli.
Fatto confermato[3]
Honey Odyssey descrive composizione, origine e tradizione. Non fornisce consigli medici né indicazioni sulla salute.
Continua
Fonti
- Persano Oddo L., Piro R. (2004) Main European unifloral honeys: descriptive sheets. Apidologie 35 (Suppl. 1): S38-S81. doi:10.1051/apido:2004049 Link
- Council Directive 2001/110/EC of 20 December 2001 relating to honey. Official Journal of the European Communities L 10, 12.1.2002, p. 47 Link
- Codex Alimentarius Commission. Revised Codex Standard for Honey, CODEX STAN 12-1981, Rev.1 (1987), Rev.2 (2001). FAO/WHO Link
Ultima verifica: 20 ottobre 2026. Ogni affermazione in questa pagina è stata confrontata con la fonte che cita.



