Miele uniflorale
Miele di timo
Il miele di timo proviene da diverse specie di Thymus presenti intorno al Mediterraneo: principalmente Thymus capitatus in Italia, una varietà di specie di Thymus e altre piante della famiglia della menta in Grecia, e Thymus vulgaris in Spagna e Francia. È di colore da medio a scuro, in media 53,1 mm Pfund, cristallizza a velocità moderata e mostra prolina, fruttosio e acidità alti.

Cosa sappiamo
Origine e pianta
Diverse specie di timo crescono nei paesi mediterranei.
Fatto confermato[1]In Italia il miele uniflorale di timo proviene principalmente da Thymus capitatus, in Grecia da una varietà di specie di Thymus e altre piante della famiglia della menta (Labiatae), e in Spagna e Francia principalmente da Thymus vulgaris.
Fatto confermato[1]Uno studio greco descrive il miele dell'Imetto, il più noto miele di timo greco, come prodotto principalmente da Thymus capitatus, Thymus serpyllum e specie di Satureja.
Fatto confermato[2]
Come riconoscerla
Il polline di timo tende a essere sottorappresentato nei campioni italiani, con circa 10.100 granuli pollinici per 10 g e il 26,6% di polline di Thymus, mentre i campioni greci variano ampiamente.
Fatto confermato[1]In uno studio greco, 14 mieli di timo su 20 avevano Thymus come polline predominante al 45-85,1%; i campioni con meno del 35% sono stati scartati.
Fatto confermato[2]Il colore è da medio a scuro con una normale tonalità di miele, in media 53,1 ± 10,8 mm Pfund.
Fatto confermato[1]All'analisi sensoriale del miele di Thymus capitatus, l'odore è di intensità media e descritto come legnoso, chimico, fresco e floreale.
Osservazione[1]I panel sensoriali giudicano la dolcezza media, l'acidità media, l'amarezza assente, l'aroma da medio a forte e il retrogusto di persistenza media.
Osservazione[1]
Composizione
Il miele uniflorale di timo mostra diastasi piuttosto alta e prolina, fruttosio e acidità alti, il che provoca un rapido aumento dell'HMF; il suo potere rotatorio specifico mostra i valori più bassi tra i mieli uniflorali europei esaminati.
Fatto confermato[1]Tra i mieli uniflorali greci, il miele di timo era tra quelli con i valori di HMF più alti, insieme ai mieli di girasole, arancio e cotone.
Dichiarato dall'azienda[2]
Cristallizzazione e conservazione
Il miele di timo cristallizza a velocità moderata.
Fatto confermato[1]
Norme e regole
Secondo lo standard del Codex un miele può essere designato con la sua fonte floreale solo se proviene interamente o principalmente da quella fonte e ne ha le proprietà corrispondenti.
Fatto confermato[3]
Honey Odyssey descrive composizione, origine e tradizione. Non fornisce consigli medici né indicazioni sulla salute.
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Fonti
- Persano Oddo L., Piro R. (2004) Main European unifloral honeys: descriptive sheets. Apidologie 35 (Suppl. 1): S38-S81, Thyme sheet pp. S74-S75. doi:10.1051/apido:2004049 Link
- Thrasyvoulou A., Manikis J. (1995) Some physicochemical and microscopic characteristics of Greek unifloral honeys. Apidologie 26(6): 441-452 Link
- Codex Alimentarius Commission. Revised Codex Standard for Honey, CODEX STAN 12-1981, Rev.1 (1987), Rev.2 (2001). FAO/WHO Link
Ultima verifica: 30 ottobre 2026. Ogni affermazione in questa pagina è stata confrontata con la fonte che cita.



