Honey Odyssey

Pianta mellifera, Europa centrale

Aesculus hippocastanum

L.

Ippocastano, Rosskastanie

L'ippocastano è un albero balcanico coltivato in Europa centrale dalla fine del XVI secolo e fiorisce in aprile e maggio. Api mellifere e bombi lo impollinano; un fiore secerne circa 2,6 mg di nettare e la sua macchia guida gialla diventa rossa una volta impollinato. La LWG bavarese gli assegna 3 su 4 per nettare e polline.

Aesculus hippocastanum
Foto: Krzysztof Golik, CC BY-SA 4.0

Cosa sappiamo

Quando fiorisce

  • Pladias, la banca dati della flora ceca, indica maggio come mese di fioritura e classifica l'albero come entomofilo con fiori bianchi.

    Fatto confermato[1]
  • L'istituto forestale bavarese LWF valuta l'ippocastano come fiorente in aprile e maggio, con buona offerta di nettare e polline.

    Fatto confermato[2]

Dove cresce

  • La specie è originaria delle montagne dei Balcani nell'Europa sud-orientale; la LWF bavarese descrive questo areale naturale come piccolo e fortemente disgiunto, un relitto della sua distribuzione passata.

    Fatto confermato[4]

Cosa offre alle api

  • Gli impollinatori sono api mellifere e bombi; anche api solitarie come Osmia e Andrena e sirfidi visitano i fiori.

    Fatto confermato[4]
  • Macchie guida gialle sui petali attirano gli impollinatori; dopo l'impollinazione le macchie diventano rosse, cosa che gli insetti trovano poco attraente.

    Fatto confermato[4]
  • In Polonia un fiore secerne in media 2,64 mg di nettare, con un contenuto zuccherino relativamente basso, circa 25-32 per cento, di cui circa il 90 per cento è saccarosio.

    Fatto confermato[4]
  • Un'infiorescenza produce in totale circa 1 mg di polline, al ritmo di 0,5 mg al giorno.

    Fatto confermato[4]
  • La LWG bavarese assegna all'ippocastano 3 su 4 per il nettare e 3 su 4 per il polline, definendolo una buona fonte di polline di aprile e maggio con nettare molto concentrato.

    Fatto confermato[5]
  • La LWG osserva che le gemme forniscono alle api molta resina per la propoli e che gli ippocastani sono pascoli per i bombi.

    Fatto confermato[5]

Attenzione: invasiva

  • La LWF non trova prove concrete che l'ippocastano sia una neofita invasiva problematica, sebbene le plantule si insedino vicino agli impianti.

    Fatto confermato[3]

Persone

  • L'ippocastano è una neofita in Europa centrale: Clusius ricevette i primi semi da Costantinopoli a Vienna nel 1576, e l'albero è coltivato qui dalla fine del XVI secolo.

    Fatto confermato[3]
  • La cameraria dell'ippocastano Cameraria ohridella è uno dei principali parassiti e malattie che colpiscono l'albero in Europa; i semi degli alberi infestati sono più piccoli del 40-50 per cento.

    Fatto confermato[4]
  • L'atlante forestale dell'UE riporta la specie come quasi minacciata a scala europea e vulnerabile in Grecia e Bulgaria; i semi non trattati sono velenosi.

    Fatto confermato[6]

Fonti

  1. Pladias: Database of the Czech Flora and Vegetation. Aesculus hippocastanum (jírovec maďal), taxon data page. Link
  2. Kudernatsch T (2012) Vielfalt für die Honigbiene. LWF aktuell 91, Bayerische Landesanstalt für Wald und Forstwirtschaft (hosted by LfL Bayern). Table 1. Link
  3. Aas G, Lauerer M. Die Gemeine Rosskastanie (Aesculus hippocastanum) als Neubürger in unserer Flora. LWF Wissen 48, Bayerische Landesanstalt für Wald und Forstwirtschaft (hosted by LfL Bayern), pp. 17-18. Link
  4. Thomas PA, Alhamd O, Iszkuło G, Dering M, Mukassabi TA (2019) Biological Flora of the British Isles: Aesculus hippocastanum. Journal of Ecology 107(2): 992-1030. doi:10.1111/1365-2745.13116 Link
  5. Bayerische Landesanstalt für Weinbau und Gartenbau (LWG), Institut für Erwerbs- und Freizeitgartenbau (2019) Bienenbäume, 1. Auflage. Table 3 Frühtracht. Link
  6. Ravazzi C, Caudullo G (2016) Aesculus hippocastanum in Europe: distribution, habitat, usage and threats. In: San-Miguel-Ayanz J et al. (eds) European Atlas of Forest Tree Species. Publications Office of the EU, Luxembourg, e017fc3+. Link

Ultima verifica: 30 ottobre 2026. Ogni affermazione in questa pagina è stata confrontata con la fonte che cita.